“Il futuro di ieri” conquista Genova: mostra prorogata fino a Pasquetta, pienone al Palazzo della Borsa

Dopo il boom dei visitatori, l’esposizione allestita nella Sala delle Grida di Palazzo della Borsa, concessa dalla Camera di Commercio, resterà aperta fino a lunedì 6 aprile. Un viaggio nella storia urbana della città tra mappe, strumenti scientifici, tecnologie digitali e visioni del futuro

Il successo di pubblico ha spinto gli organizzatori ad allungare il calendario: “Il futuro di ieri”, la mostra ospitata nella Sala delle Grida di Palazzo della Borsa, è stata prorogata fino a Pasquetta, lunedì 6 aprile, dopo aver richiamato oltre 2.500 visitatori in pochi giorni. L’esposizione, promossa dal Comune di Genova, è allestita negli spazi di via Venti Settembre 44 e racconta due secoli di trasformazioni urbane, accompagnando il pubblico dall’Ottocento fino a uno sguardo proiettato sul 2126.

Il cuore del percorso è nella capacità di far dialogare storia e futuro senza trasformare la mostra in una semplice raccolta di documenti. Il visitatore si muove dentro un racconto che usa la cartografia per spiegare come Genova sia stata misurata, pensata, ridisegnata e governata nel tempo. In questo senso le mappe non compaiono come oggetti da archivio, ma come strumenti che hanno inciso davvero sul destino della città, suggerendo espansioni, nuovi assi urbani e differenti rapporti tra costruito e paesaggio.
Tra i pezzi più preziosi dell’esposizione c’è la carta ottocentesca a colori realizzata da Ignazio Porro, mostrata al pubblico per la prima volta. È uno dei nuclei più forti dell’intero allestimento, anche perché la figura di Porro, ingegnere militare e studioso di topografia, diventa il simbolo di una svolta nella conoscenza scientifica del territorio genovese. Dopo l’annessione di Genova al Regno di Sardegna nel 1815, infatti, emerse con evidenza la mancanza di una carta moderna e accurata della città, e proprio a Ignazio Porro venne affidato il compito di costruire una nuova rappresentazione del territorio. Arrivato a Genova nel 1832, mise a punto qui anche la celerimensura, metodo innovativo di rilevazione destinato a lasciare il segno nella topografia per oltre un secolo.
La mostra segue poi il filo della crescita urbana fino a uno dei passaggi decisivi della storia cittadina, quello della Grande Genova del 1926, e da lì prosegue verso il presente con database digitali, scienze geospaziali, sistemi informativi territoriali, navigazione tridimensionale e “gemelli digitali urbani”. È proprio questo intreccio tra carte storiche, strumenti scientifici e tecnologie contemporanee ad aver reso l’esposizione così attrattiva anche per un pubblico non specialistico.
A rendere ancora più forte il progetto è anche la sua impostazione divulgativa. L’iniziativa, promossa dal Comune di Genova con il contributo dell’Unione europea nell’ambito del “Programma nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027”, punta infatti a valorizzare un patrimonio scientifico e documentario di grande rilievo rendendolo accessibile a tutti, compresi gli studenti e chi si avvicina per la prima volta alla storia urbana genovese. Ed è probabilmente anche per questo che, in pochi giorni, “Il futuro di ieri” è riuscita a trasformarsi in uno degli appuntamenti culturali più seguiti di queste settimane. Tra i documenti esposti, ci sono diverse pagine storiche de “Il Secolo XIX” concesse dall’omonima fondazione.
In copertina: foto di Jacopo Baccani
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